LA DANZA CHE VIVE DENTRO DI ME

17 luglio 2013 § 1 Commento

Valentina Vano_Danzaterapia_Maria Fux

Romina

Cos’è la danza?

La danza non è esibizionismo o gara per mostrare la perfezione di una tecnica o di un corpo. Tanto meno è scienza e come tale sfugge a ogni possibilità di controllo o di acquisizione sistematica delle leggi che la governano.

La danza è come tutte le arti una manifestazione intima del proprio essere, è l’allegria dell’accettazione del limite, la creatività, l’espressione generosa che permette di arrivare all’altro, al gruppo che attraverso il movimento comprende ciò che accade.

danzaterapia, Maria Fux, Valentina Vano

Victoria (Viki)

Il  corpo ideale non esiste, tanto meno la bellezza perfetta.

Per questo la danzaterapia aiuta a riallacciare la relazione con il  “corpo espressivo”, generoso, che cambia con il passare del tempo e con le emozioni, un corpo che sente e che cerca, che a volte guadagna ed altre perde, ma sempre con l’allegria prodotta dalla danza.

Tutte le discipline corporee, le ginnastiche varie, promettono risultati fisici immediati e  “misurabili” ma difficilmente vanno aldilà del momentaneo, non giungono a una trasformazione reale e il loro effetto svanisce presto con conseguente perdita dei benefici appena ottenuti. In questo caso non esiste una valorizzazione della persona nella sua totalità ed unicità, ma un “look” imposto dall’esterno che funziona come modello da seguire perché apparentemente vincente.

La conquista del vero benessere è una vittoria faticosa ma permanente, frutto dell’attesa. Un miglioramento della propria qualità della vita coincide generalmente con un’occasione di crescita anche per le persone circostanti. Spesso è proprio il soggetto disabile, che compie tale percorso e quindi sente di stare meglio, la persona in grado di innescare meccanismi positivi tra i familiari e di rappresentare un  esempio concreto per le persone vicine che assistono al cambio.

Valentina Vano Danzaterapia Maria Fux Danza movimentoterapia

Maria Fux e Valentina Vano

Ogni incontro di danzaterapia è differente dal precedente, una storia a sé stante e sorprendente ma sempre rispettosa delle possibilità del gruppo e dei limiti fisici o psichici degli individui che lo compongono.

L’alunno riesce a entrare in contatto con il proprio corpo senza imposizioni, sentendo che lentamente la rigidità abbandona le membra e che può arrivare all’estensione e al rilassamento.

Nessuno rimane escluso, ognuno deve e può rispondere con la propria creatività.

In danzaterapia non esiste  il “movimento giusto” o il “movimento sbagliato” e di solito sono proprio le persone con le difficoltà più gravi che rispondono con maggior velocità e successo al metodo mentre alunni assai dotati e senza particolari problemi fisici hanno avuto bisogno di più tempo per sensibilizzare il corpo ed introdursi nelle pieghe più recondite del proprio essere.

Valentina Vano Danzaterapia Maria Fux Danza movimentoterapia

Valentina Vano e Marìa Fux

Per info:
Valentina Vano
danzaterapia@ymail.com
www.metodomariafux.com
Tel. 339.4805.033

Marìa Fux con il gruppo integrato

Marìa Fux con il gruppo integrato

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Lezioni di danzaterapia individuali e di gruppo.

Per: adulti, bambini, terza e quarta età, attori, danzatori, cantanti lirici; disabilità, psichiatria, disagio, disturbi dell’ansia.

Seminari di formazione per operatori del settore e di pedagogia musicale per affinare un corretto ascolto della musica e sviluppare una maggior sensibilità alla percezione del suono.

Il Metodo applicato (Fux) è artistico e non si basa su contenuti psicoterapeutici.

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CON GLORIA, ALLA SCOPERTA DELLA DANZATERAPIA

7 luglio 2013 § Lascia un commento

danzaterapia_Milano_metodo-Maria-Fux

“La mia mamma è più buona del cioccolato”

Intervista con Rossana, mamma di Gloria

Crescere un bimbo è una gioia di alta complessità, perennemente in bilico come siamo tra il nostro mondo, il suo,  la paura di sbagliare e il tempo che passa, con i relativi cambiamenti.

La vita ci riserva sorprese e può succedere che il bambino in questione abbia una malattia rara. Per genitore e figlio, tutto si amplifica: le difficoltà, gli sforzi, i dolori, i dubbi, la stanchezza. Cercando meglio nel patrimonio immenso che vive dentro di noi, scopriamo che imparare a convivere con questa realtà un po’ esclusiva, si può; ammiriamo i nostri piccoli diventare grandi e ci sorprendiamo di noi stessi, che troviamo la forza nonostante tutto.

E’ una questione d’impegno. Impegno nel riconoscere, accettare, aspettare.

E’ trascorso più di un anno da quando sono stata raggiunta da una telefonata nella quale una signora mi chiedeva informazioni sulla mia attività di danzaterapista. Fino a qui, nulla d’insolito.

Pur non conoscendo la persona che mi parlava dall’altro capo del telefono, sono rimasta subito colpita dalla lucidità della voce, dalla concretezza dei concetti espressi, dalle domande consapevoli e dal profondo senso di amore che trasudava dalle sue parole. Una donna in gamba, sensibile, coraggiosa e propositiva.

Rossana vive a Milano, è madre di Emma, una splendida ragazza che si affaccia all’età adolescenziale e di Gloria, una bella bambina dotata di una vivacità e simpatia innate. Entrambe le sue due figlie amano la musica e possono danzare in più Gloria porta con sé la sindrome di Sotos, una realtà delicata da ascoltare attentamente e con cui è necessario instaurare un dialogo di profondo rispetto e consapevolezza.

Con Rossana abbiamo fissato più incontri conoscitivi e con l’aiuto e la supervisione dell’Uonpia, abbiamo deciso di intraprendere un cammino di danzaterapia dedicato a Gloria.

Per favorire la condivisione e non lasciare nell’isolamento informativo Gloria e tutti i bambini un po’ speciali come lei, i “sotini”, Rossana ha fondato l’associazione “ASSI Gulliver Associazione Sindrome di Sotos Italia” di cui è la presidente www.assigulliver.it

Siamo tutti curiosi di conoscere meglio Gloria. Quanti anni ha oggi e come sta?

Gloria tra pochi giorni, esattamente il 19 Luglio compira’ la bellezza di 8 anni; la sua convivenza con la Sindrome di Sotos e’ una continua positiva evoluzione. Fisicamente ha raggiunto l’altezza di 140 cm, il peso di 32 kg e calza il 35/36 di scarpe…..direi che sta in ottima forma.

La sua e’ una sindrome genetica, cioe’ un cromosoma diverso da come dovrebbe essere, ma non e’ l’unica ci sono migliaia di sindromi tante ancora senza un nome. Noi siamo fortunati perche’ un nome possiamo pronunciarlo.

Gloria vive la sua disabilita’ con gli strumenti che noi genitori Le mettiamo a disposizione, come tutti i genitori in situazioni simili dovrebbero fare, tenere nascosta una disabilita’ non porta a nulla, abbiamo bisogno anche di persone  come loro.

Gloria conosce l’associazione, conosce altri bambini come lei, conosce altri genitori come i suoi, conosce altri bambini con altre condizioni genetiche diverse dalla sua, ma TUTTI questi bambini hanno come tatuaggio…il sorriso !!!

Ci può dire qualcosa del carattere di Gloria, di quello che le piace fare e soprattutto di quello che non le piace fare?

La sindrome di Gloria consiste in uno stato di iper accrescimento nei primi anni di vita,  di conseguenza lei ha vissuto momenti di grande frustrazione, perche’ la sua mente non riusciva a parlare col suo corpo troppo grande per gestire emozioni, situazioni e contesti non idonei al suo sviluppo cognitivo.

Gloria ama fare tutto coi tempi che Le sono necessari ( andare sui roller- andare in bici senza rotelle- tuffarsi in piscina- farsi i fori alle orecchie…); con gli anni e’ cresciuta anche la sua consapevolezza del corpo e dei suoi limiti, e’ curiosa e vanitosa, tiene molto alla propria “immagine” .

Non le piace ancora doversi confrontare col “grande gruppo” nel quale i suoi limiti emergono nettamente, preferisce il “piccolo gruppo” nel quale riesce a gestirsi meglio. Non ha problemi ad …attaccare bottone con i suoi coetanei, i quali se sensibili, la accettano senza problemi.

Non le piace ricevere un NO…………..ma a chi  piace ?

Le scuole sono appena terminate, com’è stato l’anno scolastico per Gloria, quali difficoltà ha incontrato? quali i successi? come giudica la relazione con i suoi compagni?

Gloria ha terminato la 2° elementare  c/o la Scuola pubblica GB Perasso di Via San Mamete a Milano; noi genitori fino ad oggi siamo pienamente soddisfatti, sia del corpo docente , sia del dirigente scolastico, sia del programma didattico svolto,  sia della componente classe.

Ha l’insegnante di sostegno e l’educatrice del Comune, vive le sue 8 ore la maggior parte con la classe ( quindi non e’ isolata…), pratica attivita’ fuori dalla classe in piccoli gruppi o individualmente per rinforzare le sue debolezze.

Gloria frequenta con entusiasmo la scuola, non ha mai dato adito a dimostranze opposte, e’ ben integrata nella classe.

In Italia, sia come pratica di riabilitazione sia come opportunità per il mantenimento del benessere psico-fisico, la danzaterapia è ancora poco diffusa. Lei, come ne è venuta a conoscenza?

Dopo ben 7 anni di psicomotricita’ c/o l’UONPIA , arrivo’ il momento di trovare un’alternativa per Gloria, e la su psicoterapeuta MG mi accenno’ alla danzaterapia e al metodo Fux, trovando per Gloria la soluzione ideale per prendere sempre piu’ consapevolezza del proprio corpo unendo la sua voglia di “ballare”.

Personalmente, pur amando la danza …ma classica, non avevo mai sentito parlare di danzaterapia, quindi iniziai da subito a navigare nel web per cercare notizie sul metodo,  iniziai a cercare scuole e danzaterapeuti, a contattare scuole spiegando chiaramente il motivo della mia ricerca.  Mi imbattei in ben 3 strutture ma solo una persona mi rispose e manifesto’ da subito, la voglia di conoscere Gloria….non un’allieva…ma Gloria; dall’altra parte del cavo c’era Valentina.

Settimanalmente Gloria quanto tempo dedica a quest’attività?

Un’ora a settimana con sedute individuali, cioe’ rapporto 1:1, nel primo pomeriggio, con uscita anticipata da scuola.

Da buona osservatrice, ci potrebbe dire qualcosa sullo stato d’animo con cui Gloria si reca agli incontri di danza? che cosa riporta dell’esperienza vissuta con la danzaterapia?

Gloria ha iniziato nel Settembre 2012, e l’inizio come tutte le nuove esperienze, e mi permetto di dire…come spesso accade anche ai normodotati, ha richiesto un periodo di adattamento, ora Gloria frequenta la sua ora con scioltezza ed entusiasmo.

Il passaggio UONPIA / Danzaterapia e’ avvenuto in modo graduale, la bellezza delle persone che avevamo intorno era anche questa, non hanno lasciato Gloria …ma accompagnata ed accolta.

Valentina ha avuto un paio di colloqui con la psicoterapeuta, ha visitato la struttura dove Gloria andava settimanalmente, e a Sua volta ha accolto Gloria con me e sua sorella, a visitare la scuola e a scegliere l’aula che l’avrebbe accolta.

Che sfumature di cambiamento ha notato in Gloria – se ci sono state – che reputa direttamente correlate alla pratica costante della danzaterapia?

Gloria porta con se ogni volta una ricchezza in piu, che arricchisce il proprio corpo e la propria mente, sicuramente l’anno di danzaterapia l’ha resa piu’ sicura, infatti continuera’ ancora.

La danzaterapia è uno spazio privilegiato che appartiene a Gloria ed a suo uso esclusivo. Personalmente, che idea si è fatta di quest’attività? Potrebbe descriverla con parole semplici e a persone che poco sanno di danza e di arte?

La danzaterapia nei bambini libera i loro corpi da ogni inibizione, e in Gloria questo e’ importante, se ognuno di noi facesse lo stesso tante paure diventerebbero strumenti di arricchimento.

Attualmente Gloria sta conoscendo il linguaggio della danzaterapia e il suo percorso è ancora individuale. L’obiettivo a lungo termine del metodo Fux è però legato indissolubilmente all’integrazione e all’inserimento di Gloria in un gruppo eterogeneo e variegato, dove lei possa comunicare e gestire opportunamente il proprio essere e stare, nella danza. Cosa ne pensa di quest’orizzonte?

Lo vedo come un possibile obiettivo sicuramente, e nello stesso tempo lo considero una grande sfida per Gloria, perche’ ha tanto da dire e parlare all’unisono in due non e’ semplice, confrontarsi con un gruppo lo e’ ancora meno, ma sono sicura che Gloria ci riuscira’ coi suoi tempi ma lo dira’ a gran voce “ …io ce la faccio “.

La ringrazio, anche a nome delle colleghe danzaterapiste e di tutte le persone che credono che la creatività nasca dal limite e che potranno fare tesoro delle sue parole.

In bocca al lupo per Gloria!

Testo di Valentina Vano
danzaterapia@ymail.com
www.metodomariafux.com
Tel. 339.4805.033

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DANZATERAPIA, CONTESTI D’INSERIMENTO: DA BUENOS AIRES A MILANO

24 settembre 2010 § Lascia un commento

Valentina Vano, Danzaterapia, Maria Fux, Milano

Fotografia Celeste Miguens www.celestemiguens.com.ar

Percorso di danzaterapia nella provincia di

Buenos Aires

Uno spazio fisico ed affettivo per donne con necessità speciali

Hogar Santa Rosa  (Il Focolare di Santa Rosa)

Località Tigre, Buenos Aires, Argentina

Valentina Vano, Danzaterapia, Maria Fux

L’Istituto Santa Rosa è un centro di accoglienza permanente per donne con  “necessità speciali”, cioè disabili. Attualmente accoglie e si prende cura di 45 donne che conformano un gruppo assai eterogeneo di tutte le età, convivendo assieme, dalle bambine fino alle persone anziane, tutte affette da ritardo mentale da grave a molto grave (Sindrome di Down, autismo, ecc.ecc.).

Nella maggior parte dei casi le residenti soffrono anche di una disabilità fisica parziale o totale.

HOGAR SANTA ROSA: LA STORIA

Costruito nel 1930 come casa di villeggiatura della famiglia Valle della località denominata Tigre nella Provincia della capitale argentina Buenos Aires, l’Istituto si trova a circa un’ora dal centro della città,  in posizione ridente sulle rive del fiume Lujan, a ridosso di un belvedere che attrae numeroso il turismo dalla vicina megalopoli.

VALENTINA VANO, DANZATERAPIA, MARIA FUX

Nel 1974 la famiglia Valle donò l’edificio all’Opera di Don Orione e da allora si stabilì l’Hogar Santa Rosa, il cui nome completo è  “Associazione Piccole Sorelle Missionarie della Carità”.

Valentina Vano, Danzaterapia, Maria Fux, Milano, Buenos Aires

L’Hogar è amministrato da cinque Sorelle coordinate abilmente dalla Superiora Sorella Marìa Amalia Lazzaroni. In supporto sono assunte stabilmente undici lavoranti, compreso le cuoche, una persona addetta alla lavanderia, personale generico per le pulizie e le maestranze in generale.

Inoltre ci sono sette professionisti con diverse mansioni per prendersi cura delle residenti: un medico, una psicologa ed alcuni terapisti occupazionali.

Il Laboratorio di DanzaTerapia si è sviluppato come attività del sabato mattina nell’ambito delle Terapie Creative (Arti Terapie) di cui si avvale l’Istituzione.

PICCOLE SUORE MISSIONARIE DELLA CARITA’ DELL’OPERA DI DON ORIONE

www.suoredonorione.org

Si occupano delle seguenti aree socio-sanitarie:

• Piccoli Cottolengo

• Case di riposo

• Piccoli ospedali

• Case per malati terminali

Valentina Vano, Danzaterapia, Maria Fux

Opere e Centri Educartivi e Socio-Educativi

• Opere educative
– Asili nido
– scuole materne, primarie e secondarie
– scuole professionali e speciale

• Opere socio-educative
– case famiglia (orfani, disabili…)
– centri diurni

• Centri educativi
– servizi di promozione religiosa-culturale
– biblioteche popolari itineranti (videoteche/DVD…)
– insegnamento nelle scuole pubbliche

Centri e Servizi di Promozione Umana

• Centri
– Ambulatori per piccole prestazioni mediche
– Dispensari o prevenzione alla salute
– Assistenza a persone malate e sole
– Promozione umana di poveri abbandonati, immigrati, rifugiati, anziani, ex carcerati ed emarginati dalla società
– Promozione della donna
– Prevenzione e formazione di minori a rischio
– Centri d’ascolto
Alfabetizzazione delle minoranze etniche e degli adulti

• Servizi
– Assistenza nelle case di recupero dei ragazzi con deviazioni comportamentali
– Assistenza presso ospedali, case di cura per anziani, centri di salute, centri terapeutici ed ambulatori
– Emergenze

Hogar Santa Rosa

MISSIONE:

Modernità e Tradizione

L’Opera Don Orione è sensibilissima al processo della storia e al passare del tempo, non estranea ai problemi dell’adesso e ora, non chiusa alle urgenze dettate dalle circostanze.

La sua fedeltà alla tradizione si unisce non solo all’impegno della promozione umana, ma al sentimento vivo di una modernità, all’esigenza di un rinnovamento.

Tutte le azioni dell’Opera sono sostenute dalla fede e dalla visione che la Dignità Umana della persona possa essere salvaguardata sempre, aldilà degli ostacoli e dalle situazioni di difficoltà fisica e psicologica apparentemente oggettive ed insormontabili.

Destinazione Uomo

“Nel più piccolo degli uomini brilla l’immagine di Dio”: e perciò Don Orione si mise alla ricerca degli uomini, specie dei più piccoli e dimenticati e trascurati, di chiunque avesse un dolore, una necessità, e si offrì a servire. In ogni uomo egli ama, adora, serve il “sacramento di Dio”. “Servire negli uomini il Figlio dell’uomo”. Il suo amore cercava di arrivare al singolo per rispondere ai suoi problemi, non solo quelli evidenti, costituiti da una malattia, da un handicap, dalla povertà materiale, ma anche quelli nascosti, quelli profondi dell’animo grazie a quel colloquio con gli individui che egli ricercò per tutta la vita. Si possono comprendere le mille trovate della sua carità per arrivare a tutti: la fittissima corrispondenza, la rete di amicizie, i colloqui richiesti e offerti senza risparmio di tempo e di fatica, gli incontri con persone ufficialmente sgradite, il recupero di lontani…

Valentina Vano, Maria Fux, Danzaterapia

Info:
Valentina Vano
danzaterapia@ymail.com
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Tel. 339.4805.033

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Per: adulti, bambini, terza e quarta età, attori, danzatori, cantanti lirici; disabilità, psichiatria, disagio, disturbi dell’ansia.

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Il Metodo applicato (Fux) è artistico e non si basa su contenuti psicoterapeutici.

DOPO DI NOI

17 agosto 2010 § Lascia un commento

Danzaterapia, Valentina Vano, Maria Fux

Irene e Romina

L’aspettativa di vita si è allungata per tutta la popolazione del primo mondo e per chi ha in carico un disabile adulto diventa importante pianificare strategie per soddisfare le esigenze primarie del soggetto svantaggiato quando questi s’incontrerà da solo.

In questo ambito di ampio e a volte angoscioso dibattito tra associazioni e famiglie, spazi residenziali e istituzioni, la danzaterapia di Marìa Fux ha dato risposte e sostegno della qualità della vita del soggetto disabile che comunque è chiamato alla gestione fisica ed emotiva del “tempo che passa” anche se ci sono altre persone che decidono per lui.

L’esperienza pratica ha dimostrato come questa semplice attività artistico-motoria legata alla danza possa risvegliare il corpo di persone vissute in solitudine per moltissimi anni diventando ben presto un appuntamento di allegria, libertà e incontro vero con l’altro e con la musica.

La danzaterapia metodo Fux ben si adatta a popolazioni di questo tipo essendo un’attività flessibile creata dal conduttore estemporaneamente e “su misura”  sul corpo dell’utenza, altamente artistica ed espressiva (danza) senza perdere le peculiarità di altissimo contenimento.

Nello stato emotivo dell’alunno la danzaterapia diventa fattore di resilienza alle sollecitazioni esterne e nel medio-lungo termine genera cambiamenti concreti apprezzabili sia da parenti che da operatori; il gruppo di danzatori diventa un punto di riferimento associato a un vissuto di fiducia e di benessere e il giorno della lezione diventa sempre un momento attesissimo per tutta la settimana.

IL DOMANI SI GIOCA SULL’OGGI

Frammento di un’intervista  a Chiara Malaguti

Cosa si intende per “Dopo di noi”?

Per “Dopo di noi” si intende come fa ad andare avanti una persona disabile quando i suoi genitori muoiono. Secondo me il dopo di noi si gioca soprattutto sul durante, ma questo anche per figli normalissimi. E’ importante il durante: se il genitore è riuscito a rendere autonomo il figlio. Se devo pensare ad un giorno in cui non ci saranno più i miei genitori penso solo ad un grande dolore, ma al di là di quello me la so cavare benissimo in tutto. Ho la patente, ho la macchina, certo quando non funziona vado da mio padre perché non me ne intendo, ma questo credo un po’ tutte le donne. I miei genitori mi hanno sempre aiutato a rendermi indipendente in tutto e per tutto. Ho una casa attrezzata e accessibile. E’ fondamentale che siano i genitori di un bambino con delle difficoltà a fargli capire che ce la può fare, ad appoggiarlo. Giocano un ruolo decisivo.

Nel caso un bambino non potesse contare sull’aiuto dei genitori (per vari motivi)?

E’ anche una questione di carattere. Io sono una persona determinata ed ho sempre desiderato essere indipendente. Ci sono persone molto in gamba che non hanno mai avuto una famiglia alle spalle che li appoggiasse, ma che sono diventate persone autonome.

Gli istituti non sono più legali. Le persone che hanno disabilità, magari più gravi della tua, sono abbastanza tutelate in Italia?

Non so dire. O vengono appoggiati a strutture tipo case famiglia o attraverso assistenze domiciliari, attraverso cooperative. Non ho esperienza diretta di questo.

Sono strutture pubbliche o associazioni private?

Non lo so. Comunque sono persone serene che si trovano bene.

Pensi che comunque siano una buona soluzione?

Certo, per chi è da solo almeno si creano dei legami. Non sarà mai come una famiglia, non sono le situazioni migliori, ma possono avere lati positivi. Alcune oltre ad essere strutture residenziali hanno anche al loro interno dei laboratori di lavoro.

Meglio dell’assistenza a domicilio?

Sì. Anche perché l’assistenza a domicilio spesso non è continua. O la paghi, oppure non è continua. Se non hai un gruppo di amici che ti seguono rimani solo. Certo, poi dipende anche dal carattere: c’è chi si trova meglio da solo.

La soluzione migliore è quindi la vita indipendente totale. Ma nel caso questa non sia possibile, la vita comunitaria è meglio che sia gestita dallo Stato (Comune) o meglio che sia iniziativa privata?

L’importante è il risultato piuttosto che chi la gestisce. Chi ci lavora come educatore deve essere una persona preparata che sa quello che fa. Non importa che sia pagato dallo stato o sia un privato. Certo, poi alcuni disabili hanno un bisogno irrinunciabile di essere seguiti per molte cose. Io sono stata anche qui abbastanza fortunata. Non cammino ma le gambe le sento, posso anche stare un attimo in piedi. E poi sono così fin dalla nascita, sono cresciuta così. Più che altro sono stati i miei genitori ad essere catapultati in un mondo che non conoscevano. Loro più di me hanno vissuto questa situazione come trauma. Ecco, probabilmente i miei genitori, pur avendomi messa in grado di vivere da sola, hanno molto timore del “Dopo di noi”, molto più di me. Mi rendo conto che hanno più paura per me, che per i miei fratelli

Però hanno agito in maniera positiva. Ti hanno cresciuto senza crearti una dipendenza dalla loro presenza costante.

Infatti. Molti genitori possono assumere degli atteggiamenti oppressivi, per eccesso di prudenza. Io ho avuto dei genitori in gamba anche se hanno avuto le loro paure. Sono persone coraggiose, alcuni miei parenti magari meno. Io ricordo che mia zia e i miei zii criticarono molto i miei genitori, ad esempio quando mi presero la macchina o quando sono andata in Brasile. Anche la gente del mio paese li ha criticati, ma loro sono andati avanti lo stesso. Però hanno fatto bene a fare così. Anche i miei fratelli mi hanno sempre appoggiato. Mia sorella è suora e sta in comunità a Ferrara, lei per me c’è  quando ho bisogno ma è chiaro che non potrà esserci sempre. Mio fratello è sposato con tre bambini, ha la sua vita. Non potranno sempre starmi appresso.

Comunque sai di avere sempre qualcuno vicino, almeno dal punto di vista affettivo, se non proprio come aiuto concreto.

Sì, ma io spero anche di farmi una famiglia più in là. Non sono sola comunque, ho tanti amici.

Cos’è il massimo grado di indipendenza?

Essere indipendente in tutte quelle cose che dipendono da te, nelle cose di tutti i giorni. E’ chiaro che io non scalerò mai il Monte Bianco, se devo salire sulla metropolitana, c’è un gradino e nessuno mi aiuta, posso fare poco. Fare tutto quello che puoi fare fin dove dipende da te.

Io mi ricordo che da piccola facevo di tutto per stare con i miei coetanei e fare quello che facevano loro. Ad esempio una volta ho camminato per dei chilometri, da piccola riuscivo un po’ a muovermi anche se male, perché i miei amici lo facevano e io dovevo a tutti i costi arrivare alla fine del percorso con loro. Tanto che mi sono sfasciata un piede. Poi si cresce e si prende consapevolezza dei propri limiti. Dipende sempre dal carattere che hai, dalla tua volontà. Indipendenza alla fine vuol dire poter dire di farcela da soli.

Per info:
Valentina Vano
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Valentina Vano, Marìa Fux, Danzaterapia

Irene

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IMPROVVISAZIONE E CREATIVITA’ NELLA DANZA

30 luglio 2010 § 1 Commento

Valentina Vano, danzaterapia, Maria Fux

Inés

“Devo  ringraziare  la  vita:  nonostante  mi  abbia  sempre  sottoposta  ad  una  costante  e  difficile  lotta,
tuttavia  mi  ha  introdotta  nel  meraviglioso  mondo  della  danza  che  è,  in  essenza,
l’incontro  di  un  essere  con  gli  altri”
Marìa  Fux

Valentina Vano Danzaterapia Maria Fux Danza movimentoterapia

Valentina Vano

Arte e creatività sono le componenti fondamentali del metodo Fux nel quale la danza e il movimento, vissuti come viaggio interiore e improvvisazione, possono generare cambiamenti importanti nelle persone.

La proposta è semplice. Consiste nello stimolare le potenzialità nascoste negli alunni individuando, nello spazio vuoto che vive dentro di noi, la possibilità di immaginare, lasciando libero il corpo in movimento di poter fantasticare.

Senza mai pretendere di curare ma piuttosto mostrando le possibilità di un cambiamento intuitivo e personale, possiamo armonizzarci con la gravità del problema o del disagio che ci disturba: è sempre possibile modificare qualcosa e compiere un piccolo o grande passo verso il benessere.

Guardo la Musica (bambina ipoacustica)

Quando l’arte si unisce al movimento i miglioramenti non avvengono solo nella sfera fisica, nei muscoli, nelle articolazioni, ma è tutto il “corpo interno” che si risveglia dall’abbandono dell’isolamento, delle paure, delle frustrazioni, siano esse dovute a carenze di carattere psicologico o a veri e propri deficit sensoriali e psichici.

La danzaterapia promuove così la trasformazione dei  “NO”  del corpo (… non posso, non ce la faccio, non ci riesco …) in successivi  “SI”  del corpo  (… tutto ciò che sto facendo mi appartiene …).

Attraverso la danza e il setting altamente contenitivo indispensabile per una corretta applicazione del metodo, il corpo diventa protagonista e le zone dimenticate tornano alla luce per cercare un dialogo con il limite, lo spazio, la musica, l’altro, che come me sta cercando di esprimersi.

Valentina Vano, Danzaterapia, Maria Fux

Gruppo Integrato

Del resto quando danziamo non esprimiamo solo l’estetica del movimento, ma anche le paure, la rabbia, l’angoscia, il dolore, l’ansia che ci abitano. Tutti questi  “personaggi”  che convivono contemporaneamente nel nostro corpo si affannano per uscire allo scoperto e a venire in superficie con la stessa forza con cui resistiamo, spesso, ad accoglierli e a riconoscerli come parte di noi.

La danzaterapia si colloca come percorso terapeutico integrativo per dare sollievo a questo tipo di situazioni risolvendo problemi attraverso il movimento piuttosto che con la parola parlata, senza mai entrare in conflitto o volersi sostituire alla scienza della psicoterapia o psichiatria o a altre forme di terapia psicologica che, sebbene prevedano protocolli con sequenze motorie, nulla hanno a che vedere con questo tipo di metodologia che è semplicemente artistica.

Per info:
Valentina Vano
danzaterapia@ymail.com
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Tel. 339.4805.033

danzaterapia, Valentina Vano, Maria Fux

Marìa Fux con Marina

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Lezioni di danzaterapia individuali e di gruppo.

Per: adulti, bambini, terza e quarta età, attori, danzatori, cantanti lirici; disabilità, psichiatria, disagio, disturbi dell’ansia.

Seminari di formazione per operatori del settore e di pedagogia musicale per affinare un corretto ascolto della musica e sviluppare una maggior sensibilità alla percezione del suono.

Il Metodo applicato (Fux) è artistico e non si basa su contenuti psicoterapeutici.